Quartiere Ebraico
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    […] “e più sotto Calascibetta in cima ad un colle fiammeggiante di sole” […]. Luigi Capuana “L’Isola Del Sole”.
“La parte del centro abitato che si trova posizionata a Sud-Est insiste sopra la roccia di tufo calcareo, presenta degli strapiombi a picco sulla vallata sottostante ed è cosparsa di numerose grotte e caverne varie, a volte comunicanti fra loro. Esse formavano le abitazioni dei primi abitatori della città.” (Nicotra anno 1907).

 

    Durante il XIV secolo nasce a Calascibetta il quartiere ebraico, fuori dalle mura della città medievale e lontano dai cristiani.
Questa città fu una delle 52 comunità ebraiche di Sicilia mentre gli abitanti del quartiere erano orafi, dediti ai commerci, all’usura, ed all’artigianato, la loro presenza fu una sorta d’indicatore del tenore di vita cittadino.

Gli ebrei erano esperti nel commercio e lo erano ancor di più nei lavori in ferro. I loro quartieri erano denominati in Sicilia Iudìe o giudecche, in altre regioni ghetti. Ancora oggi a Calascibetta quell'antico quartiere viene chiamato in dialetto “IUDIA”. Gli ebrei occuparono anche il quartiere denominato “Borgo”, e via Borgo era l’attuale via Roma; fino alla fine del 1800, inoltre occuparono l’area compresa tra la via Roma, appunto, e la via Giudea, compresa la via Faranna, detta anche la collina dei greci..
Gli ebrei furono tollerati dalla popolazione locale, Il loro numero crebbe nel 1400 finchè non furono espulsi dalla Sicilia nel 1492. Svolgevano anche lavori di intermediari, concia delle pelli, orafi, riscossione delle imposte, prestiti ad usura, commerci vari.
In Sicilia Meschìta era il nome della sinagoga, sebbene vi fossero altri modi per denominarla, come Chymisia, a Marsala, e Timisia a Castrogiovanni.
La Sinagoga di Calascibetta, trasformata dopo il 1492 in chiesa cristiana, ubicata in via Giudea, oggi è adibita a magazzino. Nei pressi della Sinagoga vi era la fontana per le rituali abluzioni prima di entrare nella Sinagoga, il Mikveh . Attualmente la stessa fontana si individua con la porzione circolare del bevaio di via Giudea Alta, composto da una vasca monolitica circolare, realizzata in pietra di “cutu” (arenaria compatta).
Ancora nel 1324 Federico II D’Aragona, emanò da Castrogiovanni un proclama dove veniva imposto alle comunità ebraiche, di abitare fuori dalle mura cittadine “in luoghi siffatti distinti e separati dalle case dei cristiani”. Anche a causa di questo proclama a Calascibetta restò unì'area libera non edificata e compresa tra le due comunità della città, quindi quello spazio libero tra la parte medievale della città e la parte più bassa che iniziava con il quartiere ebraico, venne occupata successivamente dall’attuale piazza Umberto Primo.
Nel XV sec. la regia trazzera Calascibetta – Licata (allora chiamata Alicata, dall’arabo Aliqat), collegava Calascibetta con il porto più importante della Sicilia meridionale sul mediterraneo, ed attraverso questa trazzera i commercianti ebrei di Calascibetta lucravano sui trasporti di: formaggi, sale, zolfo e grano, per l’imbarco sui galeoni spagnoli nel porto di Alicata.
Gli ebrei espulsi dalla Spagna, in molti casi trovarono rifugio in Sicilia.
La via Faranna è oggi il vicolo più caratteristico dell’antico quartiere ebraico.

Tra gli anni 1492 – 1493 vi fu la cacciata degli ebrei dai domini spagnoli e da tutta la Sicilia, sotto il regno di Ferdinando il Cattolico, gli ebrei in Sicilia erano circa 80.000 su una popolazione di 800.000 abitanti.

    Il Val di Noto è celebre in Sicilia per l’arte barocca delle sue città che nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa trova la massima espressione. Fra i suoi centri meno famosi rientra Calascibetta, la città più a nord del Val di Noto. Il centro medievale vanta origini normanne legate a Ruggero d’Hauteville (Altavilla) dal quale ricevette un primo grande apporto per lo sviluppo cittadino, dichiarandola città di diritto regio, quindi la munì di mura e di un castello a settentrione.

Durante la dominazione spagnola, la città demaniale di Calascibetta diventò anche “Capo di Comarca” di un comprensorio di sette comuni Baronali tra questi: Caltanissetta, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Resuttano, Valguarnera, Villarosa.
Questi avvenimenti, conferirono alla città un’alta peculiarità storica e culturale, dove: luoghi, fatti storici, privilegi e prerogative ne esaltarono l’antico borgo medievale.
La zona medievale presenta un sottosuolo roccioso traforato da oltre mille grotte di svariate dimensioni, abilmente nascoste dalle costruzioni antistanti, come è facilmente intuibile guardando le bellissime grotte di via Carcere, dove anticamente vi era il carcere quando la città era ancora cinta dalle mura, tanto da stupire il più famoso viaggiatore di tutti i tempi JW. Von Goethe che citò Calascibetta con queste parole: Calascibetta è posta in una posizione estremamente panoramica ad anfiteatro sopra una rupe sforacchiata di grotte. Ma chi poteva pensare di godere di tale spettacolo!!! Queste caverne costituiscono una nota distintiva d’antiche civiltà stratificate d’indubbio valore urbanistico. Rimangono ancora oggi nascosti agli occhi dei visitatori, gallerie di varie dimensioni già utilizzate nel medioevo, come passaggi militari oppure segreti, oggi in parte intercettati ed interrotti dai privati, poichè potevano nel sottosuolo attraversare diverse proprietà per centinaia di metri.

Re Pietro II d’Aragona, vi edificò la Regia Cappella Palatina (la seconda della Sicilia), dotandola d’ulteriori feudi. Sotto la dominazione spagnola fiorirono nuove chiese e monasteri vari, di notevoli valenze architettoniche e culturali. Ad un centinaio di metri da questo luogo, sulla via Conte Ruggero, sorge il Monastero dei Domenicani edificato nel 1573 sulle rovine della porta dell’Aquila. I Domenicani di quel periodo furono legati all’operato dell’Inquisizione Spagnola.
L’unica vittima dell’Inquisizione Spagnola a Calascibetta fu Francesco Gio. Porcaro, La sentenza di morte diceva: “Eretico che negava che Cristo non calava nell’ostia, le indulgenze, il Papa, lodava le cose di Lutero ed altri errori, e perseverando nella sua ostinazione fu nell’atto celebrato nella Bocceria vecchia nel 1576 rilassato in persona al braccio secolare, e fu nello stesso giorno vivo bruciato allo Ciardone.”
Nel 1675 occuparono lo stesso convento i Padri Mercedari, che vi dimorarono per più di un secolo, finchè fu poi abolito per non poter mantenere una quantità sufficiente di monaci.

 

 

    Il sistema viario esterno della città di Calascibetta, è la testimonianza manifesta e tangibile di un passato molto attivo dove avevano grande rilevanza: comunicazioni, movimenti e commerci. Lo stesso sistema viario strategico per le comunicazioni dell’epoca, fu ritenuto valido per molti secoli, tanto da essere inglobato nelle regie trazzere. Queste antiche strade sono la dimostrazione dell’importanza storica, economica e di strategia logistica acquisita dalla città sin dall’ XI secolo con l’insediamento normanno e gli sviluppi successivi ricchi di avvenimenti straordinari.

La posizione geografica centrale della città ha permesso la nascita nel corso dei millenni di una ragnatela viaria che spaziava a raggiera sul territorio e permetteva di raggiungere tutti i principali centri dell’Isola, in modo da collegare la città con i tre mari che bagnano la Sicilia.
Parecchie di queste strade antiche che avevano origine da Calascibetta erano Regie Trazzere. La riscoperta e la valorizzazione di tali tracciati sotto gli aspetti: naturalistico, storico, paesaggistico, etnoantropologico, artistico, archeologico, ci consentono di guardare al futuro senza dimenticare il passato.

La più antica di queste strade, già conosciuta dal 450 a.C., era stata tracciata dai greci e collegava la città di Siracusa con Thermai, l’attuale Termini Imerese, il cui tracciato appunto attraversava le aree di Palagonia, Calascibetta ed Alimena. In seguito con l’avvento dei Normanni furono regolate le grandi vie di comunicazione che presero il nome di “Regie Trazzere”.
Il termine “trazzera” significa strada diritta, infatti univa una città come luogo di origine ad un’altra come destinazione ed il suo percorso è quasi rettilineo, ma non teneva conto a volte delle eccessive pendenze lungo il suo tratto.
La regia trazzera Calascibetta–Gangi, prosegue per le campagne dell’area xibetana e giunge nei pressi del borgo di Cacchiamo. In quel luogo si possono visitare la villa masseria appartenuta al barone Bongiorno di Gangi, e l’annessa cappella privata di S. Giuseppe, caratterizzata da affreschi del XVIII sec. di Giovanni Tresca.
Il tracciato in quest’area, attraversa la necropoli di Realmese, è costeggiato da numerose piante aromatiche selvatiche tra cui emerge il profumo intenso del timo.
L’antica arteria continua per l’attuale strada detta della “Menta” e costeggiando Bordonaro e l’antico castello di Re Giovanni *, a pochi chilometri da Cacchiamo, prosegue per Gangi raggiungendo successivamente la città di Cefalù sul mar Tirreno.

La località di Re Giovanni figura riportata nella cartina della Sicilia del XVI sec. affrescata nella galleria delle carte geografiche dei Musei Vaticani a Roma.

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                                                                                                                                "VENERE DI SICILIA"  

                                                                                          Giovanni Balderi 2011.

 

“L'Italia, senza la Sicilia, non lascia alcuna immagine nell'anima: qui è la chiave di tutto“.

                                                                                                                Johann Wolfgang Goethe.

 

  La Villa Comunale di Calascibetta è ubicata adiacente alla piazza della città, oggi è cio che resta del giardino dell'antico convento dei frati carmelitani, infatti chiesa, convento e giardino erano adiacenti. Gran parte del convento fu confiscata dallo Stato dopo l'Unità d'Italia e fu ceduto al comune di Calascibetta, dove tuttora vi è la sede del municipio.

Oggi la villa comunale presenta, oltre alle piante, alcune sculture in pietra: la prima una lapide sepolcrale realizzata in arenaria compatta (pietra di cutu) per il sepolcro dell'architetto Giovanni Tabita nato nel 1510 e morto nel 1586. Proveniente dalla prima chiesa dei carmelitani; la seconda scultura, è un'opera di eccezionale bellezza: la “ Venere di Sicilia ” realizzata nell'anno 2011 dallo scultore Giovanni Balderi, nato a Seravezza l'8 agosto 1970.  La Venere è la prima opera realizzata  in Sicilia da questo autore, fu inaugurata dal comune di Calascibetta il 5 novembre 2011, in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. L'opera scolpita  in pietra di Comiso, fu ideata e realizzata dallo stesso scultore chiamandola appunto: Venere di Sicilia, riconoscendola quale simbolo di bellezza, di armonia di stile e dell'essere femminile - a suo dire - il particolare più attraente, capace di richiamare alla memoria sensazioni ancestrali, è senza ombra di dubbio, l'ombelico. Il centro della vita quale perno dell'unità è la donna che resta l'elemento che unisce, in questo caso la madre, la nostra terra, l'Italia intera.

 Una caratteristica dell'opera citata è quella di raggiungere la liricità e il suo riferimento cardine la bellezza, anche se appena accennata, dove le forme stilizzate ma interessanti accompagnano la sua creazione. Anche il gioco di luci, sia naturale che artificiali, ricercato dallo stesso autore nel momento della collocazione dell'opera ne aumenta il pregio. L'illuminazione notturna con luci a led applicate sui due ciuffi di alghe stilizzate, sono stato realizzate su disegni dell'architetto Marco Statella di Piazza Armerina.

Alcune opere di Giovanni Balderi sono esposte presso:     Washigton D.C. 601 Massachusetts Avenue Project, USA; 

Qingdao International Horticultural Exposition, Chinese National Academy of Art;     

Huntsville Museum of Art" Huntsville, Alabama Stati Uniti d'America; 

“Peace Center di Betlemme” Israele; 

“Banca di Credito Cooperativo della Versilia” a Pietrasanta.

Tra le mostre collettive ricordiamo:2017 - Salone del Mobile - Milano (Frilli Gallery)

2016 - “La bella e la bestia”, Studio S – Roma - Salone del Mobile - Milano (Frilli Gallery)

2015 - "Bianco su bianco" Hemingway Art – Oxford - Salone del Mobile - Milano (Frilli Gallery)

2014 - Collezioni della Banca CCV, Chiostro di S.Agostino - Pietrasanta

2012 - "Biennale di Venezia" (by Vittorio Sgarbi), Palazzo delle Esposizioni, Sala Nervi, Turin, Italy

- Premio Internazionale Limen Arte, Vibo Valentia, Italy – Specialmention

- "Rosa Rosae Rosae Rosam – Il declinare della Rosa", Studio S. Rome, Italy

2011 - Primaverile Romana - Museo Venanzo Crocetti, Rome, Italy

- "Biennale di Scultura Rome" - Villa Torlonia, Rome, Italy

- "Open Air Art Il canto della pietra" Iesolo - Lido di Iesolo, Italy

- Huntsville Museum of Art, Huntsville, Alabama, USA

2010 - "I°Biennale Internazionale di Grottaglie" Convento dei Paolotti, Taranto, Italy

- "Forte 2010 VS" Piazza Garibaldi Forte dei Marmi, Italy

2009 - "Incontri D'Arte" Galleria Tega, Pietrasanta, Italy

- "Versilia Wine Art", Chiesa di Sant'Agostino, Pietrasanta, Italy

- "Art and Antiques Fair" Primavera in Ahoy, Rotterdam, Netherlands

- "Italian Festival of Arts and Crafts" Bethlehem-Jerusalem, Holy Land

- 2008 - Bell'Arte Art Gallery, Château NeercanneCannerweg, Maastricht, Netherlands

2007 - "Illumination" Galeriedu Soleil Naples, Florida, USA

- "Primaverile Romana", Venanzo Crocetti Museum, Rome, Italy

- "Arte & Città" XII ed. Piazza del Popolo S.Giovanni in Persiceto, Bologna, Italy

- "Italian Artists at the X Art Biennal of Cairo", Galleria d'Arte Studio S,Rome, Italy

- 2006 - "10th International Biennial Cairo", Egypt

- 2005 - "Salone di Maggio, Roma luoghi e colori", Vittoriano, Rome, Italy

- "Segnali bianchi nella notte" Galleria d'Arte Studio S, Rome, Italy

- "Amor Marmoris" Levigliani, Lucca, Italy

2004 - "Arte & Città" IX ed. Bologna, Italy

- "La natura e l'uomo Vittoriano", Salone di Maggio, Rome, Italy

-"Da Michelangelo all'arte contemporanea" Cleopatra Baku, Azerbaijan

2003 - Primaverile A.R.G.A.M. Galleria d'Arte Studio S, Rome, Italy

- "Cleopatra", Accademia d'Egitto, Rome/ Alexandria / Cairo

2002 - "Plas-mare la vita", Museo Pianeta Azzurro, Centro Internazionale di Scultura, Fregene,Italy

- "Mater Materia" Florida International University, Miami, USA

- "Premio Giovani Scultura", Accademia Nazionale di San Luca, Rome, Italy

- Cento artisti in cantina", Studio ARTCO, Seravezza, Italy

- "Asart Show 2002", Chiostro Sant'Agostino, Pietrasanta, Italy

- "Cleopatra" Accademia d'Egitto, Rome, Italy

- "Rassegna Artisti della Versilia Storica" Centro Culturale Luigi Russo, Pietrasanta, Italy

2001 - "Artemente" Associazione Culturale, Prato, Italy

- Galleria d'Arte La Subbia, Pietrasanta, Italy

2000 - "Studi Aperti" with Associazione ASART, Pietrasanta, Italy

- "Gezira Art Center", Ministry of Culture, Department of Visual Arts, Cairo, Egypt

1999 - "Che bella la Figura", Galleria d'Arte Studio S, Rome, Italy

- "1° Premio Internazionale per la Scultura Umberto Mastroianni", Palazzo Colonna, Rome

- "Opere Dannunziane", Villa La Versiliana, Pietrasanta, Italy

- Palazzo Corsini, Florence,  Italy

- "Primaverile Romana" Galleria d'Arte Studio S Rome, Italy

1997-98 - Villa La Versiliana", Pietrasanta,Italy

1996 - "Grafica materia colore", Chiesa di S.Paolo All'Orto, Pisa, Italy

1995 - "La Via Francigena", Lucca, Italy

1992 - "150 anni dell'Istituto Statale d'Arte Stagio Stagi" Chiostro di Sant'Agostino, Pietrasanta, IT 

Public and private collections: Washigton D.C. 601 Massachusetts Avenue Project, USA;

Qingdao International Horticultural Exposition, Chinese National Academy of Art;

"Huntsville Museum of Art" Huntsville, Alabama USA;

"BB.Comer Memorial Library & Public Int.Center" Sylacauga, Alabama;

"Bethlehem Peace Center" Israele;

"Sylacauga Municipal Complex" Sylacauga, Alabama;

"Banca di Credito Cooperativo della Versilia" Pietrasanta, Italy;

National prize "Lizza D'Oro Alpi Apuane" 2007;

"Fondazione Henraux" Querceta (Lucca), Italy;

"Royal Carrabean Cruise Line" Norway;

"Shima Seiki" Tokio;

"Paper Musuem" Pescia, Italy;

"Mastroianni Museum" Città di Marino, Roma;

Commemorative work for the Roman artist "Cipriano Efisio Oppo" Roma;

"Museo dei Bozzetti" Pietrasanta, Italy;

"International Center for Culture and Spirituality Fra Benedetto" Sillico (Lucca), Italy;

"Fondazione Fineschi" Prato;

Tra le mostre personali ricordiamo: 2017 – Palazzo Tornabuoni, Firenze (curated by Frilli Gallery);

2016 - Sala consiliare del Comune di Lajatico – Teatro del Silenzio "Ritorno a casa", Duomo di Seravezza;

2014 - "Art on Waves", The Italian Sea Group – Monte Carlo;

2013 - “Nel labirinto dell’anima”, Museo Etrusco Guarnacci – Volterra;
2010 - Montgomery Museum of Fine Arts – Alabama;
        - “Memorie riaffiorano”, Sala Delle Grasce – Pietrasanta;
2008 - Galleria PetrArte Edizioni – Pietrasanta;
2007 - "CrossRoads Incroci", Associazione Culturale Agorà Palazzo dei Congressi – Cecina;
2006 - "Lucca Digital Photo Fest" World Press Photo 90 c/o Villa Bottini – Lucca;
2001 - Galleria d'arte La Subbia – Pietrasanta.

     Symposi:

     2012 - "Qingdao-Seoul Sculpture Symposium", Qingdao, China

     2011 - "Secondo Simposio Internazionale di scultura in pietra", Enna, Italy

     2008 - "Simposio Internazionale", Commedia, Grecia

     2006 - "Itinerari Nella scultura", Seravezza, Italia

     2000 - "Simposio Internazionale del Marmo", Verona, Italia.

     1999 - "Scolpire sul legno dell'Etna", Catania, Italia

     1997 - "Bildhauersymposium Internazionale", Wunsiedel, Germania 

     1996-1998 - "Vasternorrland Goya Art Symposium", Svezia "Scultura d'arredo" Carrara, Italia

     1995-1996 - "Sulla via di Michelangelo", Seravezza, Italia